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04 - Un Soggetto Stampa E-mail
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Scritto da Giorgio Carrozzini   
Cavolo! Questo libro è uno spasso. Stranamente sono due ore che sto seduto a terra e non ho neanche male al culo. Trascuro il marmo freddo, trascuro le ore che passano. Alcuni giorni fa cercavo la biografia di qualche illustre scienziato ed invece sono capitato su questa autobiografia che mi fa morire dalle risate. Frank Zappa , figlio di italiani trapiantati in America. Compositore e chitarrista di fama, il suo modo di scrivere è davvero esilarante, proprio all'altezza della sua vena creativa musicale, e poi direi che il suo glaciale cinismo mi mette quasi di buon umore.


‑ Ancora con quel libro?
‑ Guarda, Marco, che quest'uomo era un genio. Aveva perfino un profondo senso della giustizia....
‑ Cioè... il senso di giustizia lo teneva molto in fondo....
‑ ... insomma, che cazzo, ci sono aneddoti della sua vita che ti fanno pensare.
‑ Si, ma era un freakettone, la sua ironia, il suo metodo oltraggioso non avvalorava nulla, solo la musica.
‑ Certo, so bene che era un cinico, un sadico, un volgarissimo bastardo ma guarda che....-  mi interrompe sempre. Fortuna che il mio ascendente pesci ha imparato a sopportarlo. Tengo a bada la mia naturale suscettibilità, mi fermo ad ascoltarlo.
‑ Ah, guarda questo libro, Guida pratica alle droghe casalinghe.
Lo prende in mano, e con che fare delicato, povera stella, per non spiegazzare la copertina, sfoglia a caso e poi legge: ‑ Alcool. tabacco, caffeina, ...Senti qui ..... "la noce moscata è uno stimolante che assunto in grandi quantità è capace di indurre uno stato di euforia controllata, incapacità di pensare correttamente, deformazioni della percezione spazio-tempo, visioni erotiche ...". Possiamo organizzare un orgia.
- Oppure un party a base di infusi di vario genere, preparare un grande infuso misto di spezie ed erbe stimolanti. Fumiamo bombe tutta la notte, e magari, chi sa che non ci venga l'ispirazione.
- A me l'ispirazione di fare sesso non manca.
- Ma nooo... per fare un film!
- Un film di sesso. Un "pornazzo" in stile.
‑ Lascia stare, vuole un soggetto! Altro che sesso. Di sesso se ne fa troppo e scadente.
- Mmmm!
Morde il solito silenzio. Questa idea di fare un film ci sta massacrando dall'interno e pensare che questa mattina....
‑ Sai, questa mattina volevo portare la telecamera con me, e poi.....
‑ Che ci volevi fare?
‑ Volevo filmare questa biblioteca, la gente, i libri e la macchinetta del caffè che il novanta per cento delle volte è rotta, insomma questo stranissimo posto! Dovremmo scrivere una sceneggiatura. Qualcosa che so...
‑ Io sto leggendo un'antologia di racconti di fantascienza per vedere se trovo un soggetto da riportare in una sceneggiatura...
‑ Io farei il film della vita di Zappa. C'è tanto materiale da farne una serie a episodi tipo..."Io, l'editore discografico e la mia mignotta
preferita"..., che disastro ci va sempre tutto a puttane.
Mi gratto la testa interrogativo.
Marco ‑ Vado al cesso.

Anche a me scappa... lo seguo.

‑ Ti posso fare una domanda stronza?
‑ Eh!
‑ Cos'è un soggetto? ‑ Come "che cos'è un soggetto"?
‑ Insomma non mi basta pensare che un soggetto sia un argomento da riferire allo spettatore come ad esempio.... che ne so.... il razzismo.
‑ Certo, ci vuole un'atmosfera, un ambiente dove si crea il soggetto. Il soggetto viene fuori perché è generato da quell'ambiente, da quella particolare situazione.
‑ Sai come mi immagino il mio film? Io vedo una situazione come quella che viviamo adesso, piena di contraddizioni, di insoddisfazione, di confusioni. Noi studenti falliti in cerca di qualcosa.... Mi immagino un grande casino che si sviluppa a dismisura per assumere una piega tragica sul finale come..... un delirio, mando tutti a fare in culo e scappo dall'Italia.
Lo scroscio dello sciacquone, che poesia. Marco esce dal gabinetto e mi fissa allibito.
- Non possiamo farne un soggetto, è impossibile, tutto questo ha a che fare con le tue paranoie!
- Ma porca la miseria è possibile che prendi sul serio ogni cretinata che dico? E poi sai una cosa? Ma noi di cosa possiamo parlare? Ci vogliono delle esperienze per parlare di qualcosa. Non Possiamo mica rappresentare qualcosa di cui non abbiamo coscienza, ci manca il vissuto. Non so una storia d'amore che finisce in modo buffo....oppure una
gita al mare e qualcuno affoga. Viviamo come sotto una campana di vetro. Marco, le nostre sono solo esperienze virtuali. Tutto è in differita e sappiamo sempre il risultato. Non c'è rischio, non c'è emozione....
Marco continua a fissarmi allibito. Poi reagisce. Scuote la testa.
- Calma, calma, che dici, il soggetto lo sviluppi sulla base dell'immaginazione. Adesso non ti capisco.... per esempio ho letto un racconto che poteva essere trasposto in un breve filmato, tutto senza ricorrere a mezzi tecnici particolari. Non so, ad esempio hai presente il Decalogo?
- Ok. E allora?
- Tutto è fatto nello stesso condominio, molto è basato sul dialogo, sulle caratterizzazioni, sul tipo di fotografia. L'atmosfera è molto importante fornisce corposità all'argomento, al realismo adottato. I personaggi sono accomunati da questo.
‑ Hai ragione infatti mica tocca creare "effetti speciali".  Con un po' di cura si possono fare delle inquadrature meravigliose. La tecnologia non è un ostacolo. Il problema invece è il solito, ci vuole un soggetto.
‑ Ci vuole un soggetto!
Scocciato esce dal bagno.
‑ Già un soggetto!
Mi guardo allo specchio, ho un problema, non mi piaccio e soprattutto non mi piace la gente come me. Pensiamo di saper fare qualunque cosa, sventoliamo ai quattro venti le nostre presunte capacità e poi non concludiamo nulla. Buffoni. Di questo passo il soggetto non lo troveremo mai, e soprattutto... niente film. Niente di niente. Vuoto assoluto.
- Marco, siamo dei falliti!
- Perché? Che vuol dire?
- Io dovevo essere laureato e tu essere già iscritto all'albo dei registi. Chi sa se esiste un "Albo dei Registi".
- Boh!
- Vedi? Anche tu sei un fallito.

Scegliere un percorso di studio è come scegliere un soggetto per un film. Sai che tutta la vita ti occuperai di quell'argomento. Sai che, bene o male, la tua esistenza avrà un solo colore di fondo. Ho un amico che si è messo in testa di fare il giudice. Pazzesco. Una carriera impostata a combattere la naturale violenza dell'umanità. La giustizia. OOOh! Che parola imponente. Non riesco neanche ad immaginare cosa significa. Forse con una metafora. Ecco: camminando un giorno mi sono imbattuto in un sasso, l'ho sollevato e ho trovato un bel pezzo di Giustizia. Fosse così semplice, così pratico.
La giustizia, invece, è una creazione perversa della mente umana.
Comunque, mi sembra un tema troppo generale per impostarci una vita. E poi che noia. Vado a cena dal giudice, parleremo certamente di quelle ultime sentenze o di quel politico sotto processo: - Lo vogliono silurare...
Ma che mi frega, facessero quello che vogliono con i loro processi, i loro giudici corrotti, le tangenti, le fatturazioni false, il falso in bilancio e i loro avvisi di garanzia.
Mentre io e Marco siamo qui, chiusi in una biblioteca di borgata e non riusciamo neppure darci una dignità, loro sono lassù in alto alle vette del potere fare i loro giochetti strategici per eliminare qualche scomodo sassolino in una scarpa.
-  E' stata avviata una campagna d'aiuto ai giovani imprenditori per incentivare il lavoro giovanile.
Ma bene, bravi, e in cosa consiste? C'è qualcuno pronto ad aiutarci? Ottimo, potrei avere un lavoro?... o...o... un fottutissimo soggetto da sviluppare?
Sono solo le solite promesse. Promesse piene di vuoto inganno, ma non ci casco.
Marco è sparito. Come al solito, improvvisamente, lasciando ogni discorso aperto e mai finito. Pazienza.

A terra. Si, ecco, mi siedo a terra, su questo marmo freddo, noncurante di quanto sia scomodo, e continuo a leggere come ho fatto da... praticamente sempre, evitando di pensare a cose troppo serie.

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