Ecco la lettera. Dieci luridissime pagine colme di giustificazioni. Le ho lette. Sapevo che avrebbe scritto cose del genere. Non è il contenuto che mi disturba, poche argomentazioni, è il modo attraverso il quale ha espresso tale pochezza che mi lascia con l'amaro in bocca. Non sa fare altro che giustificarsi. Finge di avere perennemente la coda fra le gambe. Iena maledetta. Il mondo si divide in vittime e carnefici. Lei ha scelto di fare la parte del carnefice col travestimento da vittima. La cosa divertente è che pensava di prendermi per fesso con questo travestimento, povera pecorella innocente.... ed infatti inizialmente ci sono cascato. Poi a sangue freddo ci ho riflettuto sopra.
E' stata molto astuta. Che grande soggetto potrebbe venirne fuori. Credo, però, che molti registi, in una forma o in un'altra, ci abbino già pensato. Il tradimento di un amore è un soggetto così comune. L'idea di un film ancora mi tormenta. Un soggetto. L'amore sembra sempre un bel soggetto in particolare perché in fin dei conti coinvolge tutti e colpisce causando tanti di quei problemi che c'è di che parlarne per ore.
Oh! ne verrebbe un bel lungometraggio. Sull'amore mi hanno regalato un librettino con le famose Leggi di Murphy. Una piccola raccolta di sane osservazioni ironiche....che non capivo... Eh! Ma ora vedo tutto chiaro.
Dove ho messo quel librettino? Povera libreria invasa dalla carta. Libri, fotocopie, fogli bianchi, appunti lettere. E sul tavolo, penne, forbici,
adesivi, elastici rotti, un misterioso mucchietto di vitarelle e bulloncini, non c'è neppure posto per la tastiera del computer. Frugo fra le scartoffie, sugli scaffali.... eccolo. Un'edizione dimessa, pagine di carta ruvida, grossolana con poche sagaci battute.
"Assioma di Platone: L'amore è una grave malattia mentale". Questa si che è una definizione preoccupante per la sua concreta veridicità, quando si è innamorati non si prova il minimo sospetto riguardo all'amore, la mente è veramente annebbiata tanto che si perde la ragionevole facoltà del dubbio. Quante volte mi sono convito di congetture o speranze che erano solo nella mia fantasia.
Sfoglio il libricino e guarda cosa trovo?
"Paradosso di Puskin : Meno si ama una donna, più si è sicuri di possederla".... se l'avessi capito prima..... mi ricorda quella canzone... come fa? ... "Prendi una donna trattala male...."!
Lo spazio mentale che ho dedicato a quella femmina mi ha logorato dall'interno, ha corroso le mia buona volontà. Ma era troppo presa da se stessa e non si è mai accorta quel che stavo facendo per lei. Poi finalmente quando la mia vita stava andando in pezzi, si è tolta dai piedi per evitare di condividere il disastro. E' come la legge di Clark: "Quando la povertà bussa alla porta, l'amore salta dalla finestra".
Lei ha capito l'istante esatto per buttarsi fuori dalla finestra e lasciare che mi leccassi le mie ferite in solitudine. Non era povertà bensì fallimento, ovviamente il contenuto non cambiava. E' giusto, può una donna dedicarsi ad un emerito fallito? No, certo, sarebbe stato troppo amore.
Avevamo comprato una raffinata scatola, un decoro a fiorellini capace d'incantare anche una
mucca. Due maniglie ai lati, una la reggevo io, una la reggeva lei. La scatola, vuota, era solo la definizione a priori del nostro fidanzamento privo di contenuti. Di frenetiche e superficiali ore si sesso. L'abbiamo riempita di lunghe lettere d'amore, di infantili aspettative, di impossibili pretese. Imbottita della nostra testardaggine, con l'ignoranza delle reciproche esigenze. So che in parte è stata colpa mia. E' inutile comprare una scatola se non si ha qualcosa da metterci dentro. E in tal caso la scatola deve essere adeguata all'oggetto e non l'inverso. Per la nostra storia, invece, ci sarebbe voluta una scatola di fiammiferi..... accesa.
Dentro a questo baule di cartone tengo ancora tutte le lettere che le avevo spedito.... per qualche fortunata coincidenza sono rimaste tutte a me. Bisognerebbe bruciarle. Ma come fare, questo appartiene al mio passato. Mi fa pensare ai momenti buoni e quelli più difficili. Tal volta fa ancora male. Nella scatola sono rimaste anche tutte le cose del suo passato, alcune foto di famiglia, un disegno di quando era bambina alla quale era attaccata sentimentalmente. La sciocchina non ha avuto neppure il coraggio di chiedermi indietro quelle cose alla quale teneva maggiormente. Ecco, questa è la prova del suo infimo attaccamento alle cose importanti della vita. I ricordi.
Chiudo il baule, lo porto in cima alla collina davanti a casa mia, al limitare del bosco di pini. E' più pesante di quanto immaginassi. E' carico di ricordi, ricordi carichi di sentimenti, non fredde memorie, sentimenti, calore umano. Lo trascino sui sassi di una strada brulla, sembra ribellarsi all'inevitabile destino, animato da una forza sconosciuta, gli spettri del passato che si agitano
al suo interno. Fantasmi che frugano fra le lettere, cercano un appiglio, una promessa alla quale fare appello.... un sentimento. Sono i fantasmi della mia coscienza ma voglio liberarmi di tutti gli oggetti così Francesca mi apparterrà per sempre.
Una maniglia comincia a cedere, il contenuto è troppo pesante. Gravato di tutti i fantasmi, gli scheletri, resti di una striminzita etica. Ossa sconnesse. Cartilagini rinsecchite.
Una voce cupa risuona dall'interno.
- Non puoi bruciare i tuoi ricordi. Non puoi disprezzare il tuo passato. Fermati.
- AaaaH!
Grido in preda ad un atto di rabbia. Affaticato dal pesante ricordo di tre anni d'amore perduti. Comincio a spingere il baule. Le sue dimensioni sono mutate, è diventato come un cassettone della spazzatura.
Arrivo nella radura in cima alla collina, sono malinconico ma deciso. Accendo la sua fotografia, si infiamma bene, focosa come lei, passionale. E la passione brucia il resto, senza pietà, non lascia nulla. Il fuoco come l'acqua è purificatore. Non ho lacrime per spegnere il fuoco, le fiamme della mia amarezza. Vorrei piangere, ma non ci riesco e so che accadrà nel momento più impensato. Accadrà nel momento in cui le avrò perdonato il torto di aver tradito le promesse. Per adesso ho solo rabbia. Il fuoco impietoso consuma tutto, poi d'improvviso sembra aver finito la sua forza.
Il fuoco è spento, niente brace, solo cenere, grigia, mediocre, che trasportata dal vento, piano, mi lascia solo.
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