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Scritto da Giorgio Carrozzini   
Un pub inglese, luci soffuse, fumi nell'aria, onirico l'ambiente. Alle pareti qualche foto in bianco e nero, le vecchie strade di Londra, uno specchio con una scritta in caratteri verde scuro: John Blaise, 1874.
Eravamo perfettamente sincronizzati così abbiamo deciso che andava bene una birra scura, speziata e gustosa, ora siamo qui a discutere, a dissetarci.
- Ti posso scroccare una sigaretta?
- Vai.
Marco si è messo a lavorare seriamente, questa è l'impressione che riesce a darmi. Fhuuuu! Queste paglie tossiche che fuma Marco sono pesanti. Lui dice fumose, io dico.... troppo forti.
- Sto prendendo note di regia, appunti su dialoghi ed atmosfere... movimenti di macchina...Mi sono concentrato sulla parte iniziale del dialogo, e poi ho bisogno di un poco di tempo per riflettere sull'intero racconto. Voglio che diventi una cosa mia, che mi appartenga nell'intimo. Per ora lo sento ancora.... estraneo, come se non avesse nulla a che fare con me. Valentino mi sta pressando, dice che tutto rimarrà incompiuto.
- E tu che ne pensi? - Gli chiedo sospettoso. Valentino conosce Marco come lo conosco io. La paura che lui stia sprecando tempo è fondata.... ed infatti quasi a confermare il sospetto non risponde alla domanda, anzi fa una deviazione nel discorso.
- Siamo andati a cercare una biblioteca dove girare alcune scene, non riuscivamo a trovare il posto. Se vuoi è stato piacevole passeggiare, ma
perdere tempo così mi ha fatto innervosire. Eravamo in quattro, se fossimo stati in due sarei andato veloce, ed invece ci siamo persi. Ci sono delle strade molto belle, che non avevo mai visto di giorno....
Queste sono solo scuse. Penso.
Lui continua a raccontare: - In una biblioteca ci hanno chiesto l'autorizzazione per entrare. Pensa, già per entrare e vedere ci è voluta l'autorizzazione, chi sa per girare un film? Magari vogliono anche essere pagati. Non dobbiamo mica fare un lungometraggio, si tratta di un esperimento, un corto fatto con  mezzi casalinghi.... un cosa senza scopo di lucro.
- Senti ma, non è un po' presto andare sui luoghi della scena? Insomma non avete scritto neppure la sceneggiatura. A che scopo vedere i luoghi?
- Per vedere l'atmosfera, no? Se bisogna lavorare su una scenografia dove si svolgono i fatti bisogna pur vedere il posto.
- Mmmm, sono un po' scettico.
Imperturbabile riprende, per dimostrare che mi sto sbagliando: - Questo pomeriggio ho scritto alcuni appunti sulla parte iniziale del racconto e ho anche deciso che il dialogo non deve essere modificato. Si, Perché altrimenti andrebbe riscritto tutto e forse ne sarebbe danneggiato. Perché non vieni a lavorare anche tu a questa sceneggiatura? ci incontriamo domani mattina!
- No, no, non me la sento, sai in questo periodo sono un poco insoddisfatto, ho bisogno di pensare a me stesso, alle donne. A cosa voglio fare della mia vita. Non ti ho detto cosa mi è successo ieri sera.... Sono uscito con Giulia. Lei era molto più amichevole del solito.
- Che avete fatto?
- Siamo stati a mangiare una pizza. Ha parlato sempre lei. Parlava di se stessa, della sua passione per i viaggi all'estero, sembrava volesse coinvolgermi nel suo mondo. Ad un certo punto ha fatto degli strani apprezzamenti sulle mie labbra, dice che ho delle labbra lisce e rosee come quelle di un bambino, quasi ne fosse attratta.
- L'hai baciata?
- No, in quel momento avrei voluto, ma come al solito ho cominciato a pensare che non volevo coinvolgermi in un rapporto serio, non sono pronto.
- Che vuoi dire.
- Sai, le responsabilità verso un'altra persona: telefonare, uscire insieme, tutto con un rutilante senso del dovere.
- Non devi mica farlo per dovere, lo devi fare se ne hai voglia, se lei ti piace.... ti piace?
- Si certo ma... non so, ho ancora la fase di rigetto, la paura di sentirmi obbligato a fare le solite cose, il solito banale rituale del corteggiamento. Sai quelle cose borghesi che si fanno del tipo: compra l'anellino di fidanzamento; conoscere i genitori di lei. Magari sentirmi chiedere che lavoro faccio e quanto guadagno.
- Stai ancora prendendo troppo seriamente la faccenda. In fin dei conti sei solo uno studente universitario, stai bene con una ragazza e passi del tempo con lei. Devi tentare di essere spontaneo, lasciare che gli eventi si verifichino da soli senza forzare nessuna situazione. Ieri sera la volevi baciare? Non l'hai fatto, bene, hai perso solo l'occasione di fare esperienza.
- Le donne non vogliono fare esperienza, vogliono solo trovare una persona responsabile, qualcuno che.... non so, voglio solidificare il mio carattere. Anche per avere qualcosa di certo da proporre ad
una possibile compagna, comunque non ancora, insomma, voglio prendermi il tempo necessario per riflettere.
Un sorso di birra sigilla il discorso.
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