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18 - Giulia Stampa E-mail
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Scritto da Giorgio Carrozzini   
Scivola la strada, con andamento regolare.
Una curva, poi un'altra curva, ancora a destra, la discesa sotto al ponte, un bidone della spazzatura in fiamme. Attanaglia una puzza acre, di plastiche maleodoranti, polimeri carbonizzati, vapori infetti di materiali organici bruciati, caramellizzati dal calore.
Questa città è sempre meno accogliente. Il rettilineo, Marco accelera per seguire il ritmo della musica. A sentire il volume del suo stereo si direbbe un folle scatenato, ma non è così. Ci si può fidare di Marco, è molto prudente, mantiene sempre il controllo sulla guida. Adagio, ritmico, calcola ogni movimento.
Sembra di ottimo umore, anche io lo sono e questo disco di corroborante rock inglese sta bene a sottolineare il nostro stato d'animo.
- Parla!
- Che diavolo vuoi sapere? Beh! L'ho baciata.
- E allora?
- Tutto apposto, stiamo insieme...
[...si perdono parole...]
- Ce l'hai questo disco?
- Ce l'ho, ce l'ho.
- Faglielo sentire. Le piace il rock?
- Le piacciono molte cose, anche la Fusion e la New Age.
So ancora poco di Giulia, ma le sono affezionato. Sono combattuto se amarla oppure far finta che questa sia solo un'esperienza. Ho paura perché il più delle volte è così, passi il tempo tentando di impossessarti di una persona o di una cosa, la
conosci e quando ci sei riuscito la cosa non ti interessa più. Che ferocia. Che freddezza. Tal volta credo che solo l'affetto che le porto la renda diversa, più importante, spero solo che non finisca mai. Su questo sentimento non voglio spiegazioni.
I suoi seni bianchi mi hanno concesso un sano riposo. Per un poco ho gustato il sapore dell'oblio infantile, un breve sonno, una goccia d'acqua all'inferno,luce lattea, visione paradisiaca, il colore di Dio. Ma svegliarsi da questo sogno ad occhi aperti è sempre lacerante.
- Va tutto a meraviglia. Lei è... particolare. Riesce a capire al volo ogni cosa che dico, tal volta mi anticipa con qualche battuta. Stare con lei è facile. Riesce anche a capire Perché mi calo le pillole, ha capito che sono capace a gestire la questione. Kukkumarin, kukkakero-kukkakò!
- Si, ma non esagerare. Tu sei così, non ti sai controllare...
- Che fai non ti fidi? Stai tranquillo è tutto apposto, ho la situazione sotto controllo.
- Giulia l'ha provate?
- Si ma è scettica. Dice che molto del loro effetto è dovuto all'autosuggestione.
- Certo come i ragni che ho visto camminare sul pianoforte la sera che le ho provate io. Senti quella è roba seria. Subdola e tagliente come una lametta da barba.
- Mi rado tutti i giorni con le lamette da barba.
- Invece di fare lo spiritoso faresti meglio a farti una sana scopata di due ore.
E' finito il nastro, ci vorrebbe un altro disco.
- Che mi fai sentire?
- Se trovo la cassetta....
Fruga fra gli oggetti posati sul cruscotto.
-....guarda un pacchetto di fiammiferi antivento, che bordello.... eccola!
Inserisce la cassetta.
- Si può sapere che mi fai sentire.
- David Lee Roth.
Il semaforo scatta al verde. La musica attacca. Si parte di nuovo.
Provo uno strano senso d'onnipotenza, sono pervaso da una tale sicurezza in me stesso che non mi sembra vero. Ho l'impressione che non ci fermeremo mai.
- Domani sera faccio venire Giulia a casa mia. Ci siamo organizzati per vedere un film. Fortuna vuole che i "miei" escono ... ho casa libera.
- Comportati in modo naturale.
- Dici naturale per dire animale?
- Dico naturale per dire senza forzature.

Solito pub, solita gente, stessa birra. Un panino con salame piccante. Fra una bevuta e l'altra ipotizziamo ogni possibile scenario della serata con Giulia. Marco è convinto che io possa fare qualche cazzata e forse non ha torto. Fra una sigaretta ed una sorsata di birra ridiamo delle nostre reciproche fissazioni, per i nostri modi diversi di gestire un rapporto.
Con Giulia non ho quella stima e quella fratellanza che riesco ad avere con gli amici. Uno strano sospetto mi è entrato nella testa. Con Giulia non c'è complicità. Ad ogni modo per sentirsi complici bisogna essere spiritualmente sincronizzati. Per essere sincronici è necessario imparare a conoscersi, acquisire il ritmo e per questo ci vuole tempo.
- Non puoi pensare.....
Giulia è alta, magra e a differenza di Francesca non ha il sederone, ne cuscinetti adiposi.
Fisicamente è ben fatta, gli occhi neri, penetranti, sono sempre sorridenti le danno un'aria intelligente. Sempre allegra, conduce un'esistenza felice, per questo è piacevole trascorrere il tempo con lei.
- Scusa Marco! Non ti stavo a sentire. Ero pensieroso.
- Hai delle barriere che non ti permettono di essere te stesso. Smonta questi muri interiori, lascia crescere il tuo albero interiore.
Tal volta casco nel mondo dei sogni, perdo completamente il contatto con la realtà. Divento distratto. Marco non si offende perché mi conosce e accetta i miei difetti, un po' mi sopporta.
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