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19 - L'amore di nuovo Stampa E-mail
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Scritto da Giorgio Carrozzini   
L'amore di nuovo, un pericolo tangibile, devo stare accorto, non lasciarmi andare. Ho la forte tentazione di abbandonarmi a questo sentimento, è così dolce. Giulia mi ha desiderato, mi ha irretito, ammaliato, sedotto. Ho ceduto ed ora sono qui. Qui sotto alle coperte, il suo corpo caldo, morbido disteso accanto al mio, la realtà prende tutto un altro aspetto. Tutto è più ovattato, i suoni più smorzati, i profumi più eccitanti. Qui il mondo appare pacifico, innocuo ed anche se piove e tuona  mi sento al sicuro come se nulla al di fuori di noi esistesse. Lei è così materna, si prende cura di me, fino ad annullare lo spazio circostante, il tempo, le ossessioni quotidiane, le malattie.
Soffice il territorio del privilegio, delle premure, le carezze, l'amore di nuovo. Mi muovo, istintivo, seguendo armonico le curve del suo corpo. Le concedo la mia nudità, indifeso mi spoglio degli scudi, delle paure, concedendole l'anima per la quale il suo respiro eccitato, i suoi ansimi  sono la mia gratificazione.
La materia si piega sotto il peso dei nostri corpi stesi sul fianco, avvinghiati in una presa di reciproco possesso.
Mi fermo, una pausa, per prendere fiato.
Tutto sembra stranamente perfetto, non posso esimermi dal sospettare l'ennesima illusione.
Mi fissa negli occhi, ha intuito.
I miei dubbi potrebbero rovinare tutto.
- Invece di pensare dammi un bacio, scemo!
- Ti piace stuzzicarmi, vero?
- Piccolo, cos'hai?
- Nulla.
La bacio, ma so che ci sta pensando, ha capito il mio terrore.
Riprendo a muovermi, seguiamo un ritmo lento, senza fretta, come suggerisce la notte, ferma.
Ora è lei che guida, paziente scandisce ogni movimento dosando la passione, gioiello prezioso, rubino scintillante, come le sue labbra sul mio petto, sfiorano delicatamente la pelle concedendo a tratti qualche bacio.
- Hai la pelle di un bambino.
- Si?
- Sposta il braccio, ho male alla spalla.
Mi muovo pigramente per levare il braccio e cambiare posizione.

Prova a sollecitarmi, a smuovermi sussurrando all'orecchio:
- Ti amo!
Un tuffo al cuore, un lampo nella mente. D'istinto la stringo forte, è così fragile non vorrei farle male. Il cuore mi esplode nel petto, sembra impazzito.
Ne ero certo, sarebbe accaduto nel momento più impensato. Piango.
Le lacrime cominciano a venir giù con i ricordi. Sulla montagna, una chiesa, Francesca avvolta in un cappotto nero con lucidi bottoni dorati, le guance arrossate dal vento freddo. In quella chiesa un promessa, una promessa, una promessa...
Non riesco a rispondere, nascondo la faccia nel cuscino. Mi batte forte il cuore, ho paura.
Piango.
L'amore di nuovo, è così bello, ma sono sicuro che come al solito l'apparenza inganna. Un miraggio, un'illusione, una proiezione delle mie speranze.
Ricominceremo di nuovo, sperando ancora, insieme.
Anomali pensieri, immaginando superfici d'acqua, simmetrie contorte di paesaggi surreali.
Sempre più veloci, i pensieri ed i movimenti... ritmici. La cingo con le braccia, con forza. Il nostro sudore si mescola innescando misteriose alchimie ormonali, odori eccitanti dell'amplesso. La sua pelle vellutata e bianca sembra fondersi con la mia. La sua presa si fa più forte, la cadenza frenetica, incontrollata.
- Ti amo! E' una invocazione, la sua, e la mia un grido. - Ti Amo!  
Insieme... veniamo.
L'oblio.
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